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Cos’e la Malattia del Reflusso Gastroesofageo (MRGE)
Se soffri di bruciore di stomaco o senti il cibo risalire in gola, potresti avere a che fare con il reflusso gastroesofageo. Ma di cosa si tratta esattamente? E quando un semplice fastidio diventa un problema da non sottovalutare?
Definizione: Cos'è la Malattia da Reflusso Gastroesofageo (MRGE)?
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La Malattia da Reflusso Gastroesofageo (MRGE o GERD in inglese) è una condizione cronica che si verifica quando il contenuto dello stomaco, inclusi gli acidi, risale nell'esofago (il tubo che collega la gola allo stomaco).
Questo accade perché la valvola muscolare tra l'esofago e lo stomaco, chiamata sfintere esofageo inferiore, non si chiude correttamente. Questo "controlavaggio" acido irrita le pareti dell'esofago, causando sintomi fastidiosi.
La diagnosi si basa principalmente sui sintomi riportati dal paziente, come bruciore di stomaco e rigurgito acido. Il medico appropriato per chi soffre di reflusso gastrico è il gastroenterologo, specialista che si dedica a tutto il sistema gastrointestinale.
Pirosi e Rigurgito vs. Reflusso Occasionale: Qual è la differenza?
È normale avere un po' di reflusso di tanto in tanto (reflusso fisiologico), soprattutto dopo un pasto abbondante. Ma quando diventa una malattia? La differenza sta nella frequenza e nell'intensità dei sintomi.
Reflusso Occasionale. Un episodio di bruciore di stomaco dopo una cena particolarmente pesante o piccante non è necessariamente un segno di malattia. Si tratta di un disturbo passeggero.
Pirosi e Rigurgito (Sintomi Tipici del reflusso). Quando parliamo di pirosi ci riferiamo a quella sensazione di bruciore dietro lo sterno che può salire fino al collo e alla gola. Il rigurgito, invece, è la risalita del contenuto gastrico fino in bocca. Se questi sintomi sono "fastidiosi" e si presentano almeno due o più volte a settimana, allora si può parlare di Malattia da Reflusso Gastroesofageo che eventualmente richiede una visita gastroenterologica. È questa frequenza che trasforma un disturbo occasionale in una condizione cronica che può compromettere la qualità della vita.
Le Possibili Complicanze: Cosa succede se il reflusso non viene curato?
Ignorare un reflusso persistente non è una buona idea. A lungo andare, l'esposizione costante agli acidi dello stomaco può danneggiare l'esofago e portare a complicanze anche serie.
Esofagite. È una delle complicanze più comuni e consiste nell'infiammazione delle pareti dell'esofago. Può causare sanguinamento, erosioni e cicatrici. La formazione di tessuto cicatriziale può portare a un restringimento (stenosi) dell'esofago, rendendo difficile la deglutizione (disfagia).
Esofago di Barrett. Se il reflusso non viene controllato per molto tempo, le cellule che normalmente rivestono l'esofago (cellule squamose) possono essere sostituite da cellule simili a quelle dell'intestino (cellule colonnari). Questo cambiamento, chiamato Esofago di Barrett, è una forma di difesa dell'esofago contro l'acidità cronica, ma rappresenta un importante fattore di rischio per lo sviluppo del cancro all'esofago (adenocarcinoma esofageo). Sebbene il rischio assoluto di sviluppare un tumore sia basso per il singolo individuo, è fondamentale monitorare questa condizione.
Altre complicanze. Il reflusso cronico può causare anche ulcere esofagee, stenosi peptiche (restringimenti causati dall'acido) e manifestazioni extra-esofago come voce rauca, asma, tosse cronica e sinusite.
Spesso il reflusso viene gestito a casa oppure con semplici farmaci da banco, ma quando il problema diventa persistente e ricorrente, è consigliata la visita con un gastroenterologo, il medico che si occupa del reflusso.
Cure inefficaci o sintomi persistenti devono essere valutati da uno specialista
Bruciore e rigurgito ricorrenti necessitano il confronto di uno specialista. Nel nostro centro visita il dott. Vinotto Giovanni, gastroenterologo con oltre 40 anni di esperienza
La malattia da reflusso gastroesofageo non si manifesta sempre allo stesso modo. Esistono sintomi molto comuni, che quasi tutti conoscono, e altri più ingannevoli, che possono essere confusi con altre condizioni. Riconoscerli è il primo passo per gestire il problema.
Sintomi Classici: Bruciore Retrosternale e Rigurgito Acido
I sintomi più classici, quelli che permettono una diagnosi clinica del reflusso, sono principalmente due
Bruciore retrosternale (Pirosi). È la sensazione di bruciore che parte dietro il petto (lo sterno) e può irradiarsi fino al collo e alla gola. Solitamente compare 30-60 minuti dopo aver mangiato, specialmente dopo pasti abbondanti.
Rigurgito acido. È la risalita del contenuto dello stomaco, spesso acido e amaro, fino in gola o in bocca. A volte può essere descritto come una sensazione di liquido che si muove su e giù nel petto.
Quando i sintomi del bruciore e rigurgito si presentano due o più volte a settimana e sono fastidiosi, è molto probabile che si tratti di reflusso gastroesofageo.
Sintomi Atipici: Quando il reflusso si nasconde
A volte il reflusso si manifesta con segnali meno ovvi. Questi sintomi atipici del reflusso possono rendere la diagnosi più difficile, perché possono sembrare legati ad altre problematiche. Tra i più comuni troviamo
Tosse cronica. Un colpo di tosse secco e persistente, soprattutto notturno o dopo i pasti, che non dipende da raffreddori o allergie.
Raucedine e mal di gola. L'acidità che risale può irritare le corde vocali e la faringe, causando abbassamenti di voce (soprattutto al mattino), gola irritata e bisogno frequente di schiarirsi la voce.
Nodo alla gola (Globo faringeo). È la sensazione di avere qualcosa di fermo in gola, un "groppo" che non va via ingoiando.
Dolore toracico non cardiaco. Un dolore al petto che può essere così intenso da essere scambiato per un problema cardiaco. È fondamentale escludere sempre una causa cardiaca prima di attribuire questo sintomo al reflusso.
Altri sintomi meno frequenti. Il reflusso può essere associato anche ad asma, sinusite, erosioni dentali e otiti medie ricorrenti. Sebbene non sia menzionata molto negli studi scientifici, anche l’alitosi è un sintomo spesso collegato con il reflusso gastroesofageo.
Reflusso Gastroesofageo Notturno: Perché di notte peggiora?
Molte persone notano che i sintomi del reflusso peggiorano durante la notte o quando si sdraiano.
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Il reflusso gastroesofageo notturno ha una spiegazione logica, legata alla fisica e alla fisiologia del nostro corpo.
Perdita della gravità. Quando siamo in piedi, la forza di gravità aiuta a mantenere il contenuto dello stomaco al suo posto. Da sdraiati, questo aiuto naturale viene a mancare, rendendo più facile la risalita degli acidi.
Minore deglutizione e salivazione. Durante il sonno deglutiamo molto meno e, di conseguenza, produciamo meno saliva. La saliva è importante perché aiuta a neutralizzare l'acido risalito nell'esofago. Meno saliva significa meno "pulizia" e neutralizzazione dell'acido.
Posizione supina. Dormire completamente piatti (in posizione supina) facilita meccanicamente il reflusso.
Ho il reflusso che mi viene spesso la notte, come posso gestirlo?
Fortunatamente, alcuni semplici accorgimenti possono fare una grande differenza:
Evitare pasti abbondanti prima di dormire. È consigliabile non mangiare nelle 2-3 ore prima di coricarsi.
Sollevare la testa del letto. Alzare la testata del letto di circa 15-20 cm è una delle modifiche dello stile di vita più efficaci per controllare il reflusso. Si possono usare dei blocchi sotto le gambe del letto o un cuscino a cuneo.
Dormire sul fianco sinistro. Alcuni studi suggeriscono che dormire in posizione laterale sinistra, può ridurre l'esposizione dell'esofago all'acido. Questo grazie alla forma dello stomaco ed alla gravità, due fattori che mescolati insieme rendono più difficile la risalita del contenuto acido verso l’esofago.
Se nonostante questi accorgimenti i sintomi notturni persistono, lo specialista potrebbe consigliare farmaci specifici da assumere prima di dormire, come gli antagonisti dei recettori H2, per controllare la produzione di acido durante la notte.
Cause e Fattori di Rischio del Reflusso Gastroesofageo
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Il Reflusso Gastroesofageo è un disturbo digestivo molto comune. Sebbene il reflusso sia spesso visto come un problema di "troppo acido", la sua origine è complessa e multifattoriale, coinvolgendo meccanismi meccanici, fisiologici e a volte anche psicologici.
I principali meccanismi del reflusso gastroesofageo
La causa principale del reflusso gastroesofageo è un malfunzionamento della barriera naturale che separa lo stomaco dall'esofago: lo Sfintere Esofageo Inferiore (LES).
I fattori che contribuiscono a questo malfunzionamento includono:
Rilassamenti Transitori dello sfintere esofageo. Questa è la causa più comune di reflusso. Sono rilassamenti spontanei del LES, non correlati alla deglutizione, spesso innescati dalla distensione dello stomaco dopo i pasti.
Ernia Iatale. Una condizione anatomica in cui una parte dello stomaco scivola nel torace, compromettendo la funzione del LES come barriera anti-reflusso. La sua presenza si associa a una maggiore gravità del reflusso.
Bassa Pressione dello sfintere esofagelo. In una minoranza di pazienti, lo sfintere ha una pressione di base costantemente ridotta, favorendo la risalita del contenuto gastrico.
Svuotamento dello stomaco rallentato. Se il cibo (e l'acido) rimane nello stomaco più a lungo del normale, aumenta la probabilità di reflusso.
Altri fattori collegati allo stile di vita (e quindi modificabili)
Molti fattori legati allo stile di vita e alla dieta possono scatenare o peggiorare i sintomi del reflusso gastroesofagoe.
Obesità e Sovrappeso. L'obesità, in particolare l'adiposità centrale, è considerata un fattore di rischio cruciale per il reflusso. Aumenta la pressione dentro l’addome, favorendo la risalita del contenuto gastrico. La perdita di peso è un intervento di stile di vita raccomandato per ridurre i sintomi.
Dieta. Alcuni alimenti e abitudini alimentari comuni possono innescare il reflusso (vedi sezione dopo), come alimenti grassi o fritti, oppure alcuni tipi di bevande, l’orario o la quantità del pasto
Fumo. La cessazione del fumo è raccomandata e, secondo gli studi clinici, ha dimostrato di migliorare i sintomi del reflusso gastroesofageo.
Farmaci. Alcuni farmaci (come gli antidepressivi SSRI, i calcio-antagonisti, gli anticolinergici e i broncodilatatori inalatori) possono contribuire al reflusso.
Gravidanza. È un fattore di rischio noto, con sintomi che spesso peggiorano con l'avanzare della gestazione. La motivazione è semplice: una maggiore pressione sulla pancia, dovuta dalla presenza del feto, aumenta in rigurgito di acidi dallo stomaco. Si tratta di una condizione spesso transitoria che termina una volta terminata la gravidanza.
Diagnosi del Reflusso Gastroesofageo - Quando Fare Esami
La diagnosi di Reflusso Gastroesofageo si basa principalmente sui sintomi tipici riferiti dal paziente: bruciore di stomaco (in inglese heartburn) e rigurgito acido.
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Nella maggior parte dei casi, non sono necessari esami invasivi (come l'endoscopia) per confermare la diagnosi. La diagnosi viene fatta da un gastroenterologo, il medico specialista che si occupa del tratto gastrointestinale.
Il Percorso Diagnostico Iniziale (Trattamento Empirico)
Le linee guida attuali suggeriscono, in assenza di sintomi d'allarme, di iniziare con una terapia standard a base di Inibitori della Pompa Protonica (PPI).
Se i sintomi tipici (bruciore e rigurgito) si risolvono completamente con il trattamento iniziale con questi farmaci, la diagnosi di Reflusso Gastroesofageo è considerata confermata.
Quando l'Endoscopia e gli Esami sono Necessari
Gli esami diagnostici obiettivi (come l'endoscopia) sono fortemente raccomandati o suggeriti in determinate situazioni cliniche per escludere complicanze gravi o definire meglio la causa dei sintomi.
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In caso di sintomi che ricompaiono nonostante i farmaci, di sintomi d’allarme o di presenza di fattori di rischio per lo sviluppo dell’Esofago di Barret (condizione che può evolvere in un tumore all’esofago), è necessaria una visita con un gastroenterologo che deciderà se prescrivere ed effettuare esami come le endoscopia.
Cosa vuol dire che i sintomi ricompaiono?
Se una persona sta affrontando una terapia farmacologica per trattare il reflusso gastroesofageo ma i sintomi non migliorano dopo 8 settimane di trattamento, secondo gli studi clinici è consigliato fare una visita gastroenterologica per capirne le motivazioni.
Quali sono i sintomi d’allarme del reflusso?
Se si manifesta uno dei seguenti "sintomi d'allarme" (che possono suggerire complicanze o altre malattie gravi), è consigliato procedere con un consulto specialsitico con un gastroenterologo
Disfagia, ovvero difficoltà a deglutire
Odinofagia, ovvero dolore alla deglutizione
Perdita di peso inspiegata
Anemia da carenza di ferro
Sanguinamento gastrointestinale. Ematemesi (vomito di sangue) o melena (feci nere, catramose).
Vomito ricorrente o persistente
Inoltre, in caso di dolore toracico, è essenziale escludere prima cause cardiache, anche se il Reflusso Gastroesofageo può essere una causa.
Quali sono i fattori di rischio per l’Esofago di Barret?
L'endoscopia può essere suggerita per lo screening se presenti multipli fattori di rischio per l'Esofago di Barrett (una complicanza che può evolvere in adenocarcinoma esofageo)
Storia familiare di Esofago di Barrett o adenocarcinoma esofageo.
Pazienti che hanno subito interventi come la gastroplastica a manica (Sleeve Gastrectomy) o Miotomia Endoscopica Perorale, a causa dell'alto rischio di sviluppare Reflusso Gastroesofageo o Esofago di Barrett dopo tali procedure.
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Terapia del Reflusso Gastroesofageo - Farmaci, Rimedi e Cura
L'obiettivo principale del trattamento del reflusso gastroesofageo è controllare efficacemente i sintomi, prevenire le complicanze e migliorare la qualità della vita.
Il percorso di gestione è tipicamente graduale e include modifiche dello stile di vita, terapia farmacologica e, in casi specifici, opzioni endoscopiche o chirurgiche.
1. Interventi sullo Stile di Vita e Rimedi (Prima Linea)
Gli interventi sullo stile di vita sono la terapia di prima linea raccomandata per tutti i pazienti affetti da reflusso gastroesofageo.
Perdita di Peso. La riduzione del peso corporeo, specialmente nei pazienti in sovrappeso o obesi, è cruciale. Studi prospettici hanno dimostrato che la perdita di peso può ridurre o eliminare i sintomi del reflusso gastroesofageo.
Posizione durante il Sonno. Se soffri di sintomi notturni, è consigliato elevare la testata del letto. Alcuni dispositivi specifici possono posizionare l'utente in una posizione inclinata (decubito laterale sinistro), riducendo l'esposizione acida notturna.
Abitudini Alimentari. Evitare pasti abbondanti e soprattutto evitare di mangiare entro 2 o 3 ore prima di coricarsi è fondamentale per prevenire il reflusso notturno.
Fumo. La cessazione del fumo è fortemente raccomandata ed è stata associata a un miglioramento significativo dei sintomi.
2. Terapia Farmacologica
Quando le modifiche dello stile di vita non sono sufficienti, si ricorre ai farmaci.
2.1. Inibitori della Pompa Protonica (PPI)
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I PPI sono la terapia medica di prima linea e sono gli agenti più efficaci per sopprimere la secrezione di acido gastrico. Agiscono inibendo la pompa protonica, che è l'enzima finale nella secrezione acida.
Efficacia. I PPI sono la terapia d'elezione per il sollievo sintomatico e la guarigione dell'esofagite erosiva e hanno dimostrato tassi di guarigione migliori e meno ricadute rispetto agli Antagonisti del Recettore H2 (che sono altri farmaci usati per il reflusso gastroesofageo, spiegati nella sezione sotto)
Modalità d'Uso. Per un controllo ottimale del pH, la maggior parte dei PPI dovrebbe essere assunta 30-60 minuti prima di un pasto. Spesso viene raccomandato un ciclo iniziale di 8 settimane.
Uso a Lungo Termine. I pazienti con EE grave (Grado C o D), Esofago di Barrett o stenosi peptiche necessitano di una terapia PPI a lungo termine. Per la maggior parte degli altri pazienti, si dovrebbe tentare di scalare fino alla dose più bassa possibile necessaria per gestire i sintomi, o passare a una cura più orientata "al bisogno" (ovvero prenderla quando c’è il problema).
Potenziali Effetti Collaterali. I pazienti in terapia cronica devono essere informati sui potenziali effetti avversi a lungo termine, sebbene uno studio clinico recente su larga scala non abbia trovato associazioni significative, con l'eccezione di un possibile aumento del rischio di infezioni enteriche. Secondo altri studi, ma non efficaci quanto quest’ultimo, altri potenziali rischi a lungo termine includono malattia renale cronica, demenza e polmonite.
2.2. Antagonisti del Recettore H2 (H2RA)
Gli Antagonisti dei Recettori H2 (H2RA), che comprendono farmaci come ranitidina (Zantac), famotidina (Pepcid) e cimetidina (Tagamet), sono trattamenti utilizzati per la malattia da reflusso gastroesofageo.
Il loro meccanismo d'azione consiste nel ridurre l'acido gastrico inibendo l'istamina.
Questi farmaci sono un'opzione di trattamento quando le modifiche dello stile di vita non sono sufficienti. Sono usati principalmente per il sollievo rapido ma transitorio dei sintomi, o al bisogno per pazienti con sintomi infrequenti (meno di tre volte a settimana).
Tuttavia, se prendi questo farmaco regolarmente, smette di funzionare bene dopo un po' (questo si chiama tachifilassi).
Per controllare l'acidità e far guarire l'esofago infiammato, i PPI (gli altri farmaci di cui abbiamo parlato prima) funzionano meglio. I PPI mantengono lo stomaco poco acido per 15-21 ore al giorno, mentre gli H2RA funzionano solo per circa 8 ore.
2.3. Anti-acidi e Alginati
Anti-acidi. Sono composti basici usati principalmente al bisogno per alleviare i sintomi del reflusso acido. Forniscono un sollievo rapido ma transitorio.
Alginati (es. Gaviscon). Vengono utilizzati per controllare il bruciore di stomaco. Dopo l'ingestione, creano una "zattera" schiumosa al di sopra del “mescolone” di succhi gastrici, fungendo da barriera anti-reflusso, impedendo ai contenuti acidi di risalire nell'esofago. Le combinazioni alginato-antiacido sono state considerate più efficaci dei soli antiacidi.
2.4. Altre Terapie Mediche
Baclofen. Un farmaco che aiuta a ridurre il rilassamento dello sfintere esofageo inferiore.
Neuromodulatori. Sono farmaci (come alcuni antidepressivi) che aiutano quando il bruciore di stomaco non passa nemmeno con i farmaci normali. Funzionano bene se l'esofago è troppo sensibile all'acido.
Farmaci Procinetici. Farmaci come Metoclopramide e Domperidone, mirati a migliorare lo svuotamento gastrico e la motilità esofagea, ma sono spesso limitati a causa dei loro effetti collaterali.
3. Terapie Endoscopiche e Chirurgiche (reflusso Refrattario)
Le operazioni chirurgiche vengono considerate quando:
I farmaci non funzionano più
L’ernia iatale è grande
Non si possono prendere i farmaci
In questi casi, gli interventi chirurgici che si possono fare sono
Fundoplicatio di Nissen. Il chirurgo avvolge una parte dello stomaco intorno all'esofago per creare una valvola rinforzata che impedisce il reflusso.
TIF (Fundoplicatio Incisionale Transorale). Procedura endoscopica minimamente invasiva che rinforza la valvola interna senza tagli esterni.
Linx (Aumento Magnetico dello Sfintere). Impianto di un anello di perline magnetiche attorno allo sfintere esofageo che si apre durante la deglutizione e si chiude per bloccare il reflusso.
Bypass Gastrico Roux-en-Y. Indicato per pazienti con reflusso e obesità grave. Riduce le dimensioni dello stomaco e migliora i sintomi del reflusso.
Stretta (Energia a Radiofrequenza). Trattamento endoscopico che utilizza energia termica per rafforzare il muscolo della valvola esofagea inferiore.
Alimentazione e Dieta nel Reflusso Gastroesofageo
La Malattia da Reflusso Gastroesofageo è un disturbo comune i cui sintomi possono essere gestiti efficacemente apportando modifiche allo stile di vita e, in particolare, alla dieta.
Gli interventi sullo stile di vita sono spesso la prima linea di difesa raccomandata.
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È importante ricordare che secondo gli studi clinici, non c’è una sicurezza al 100% su quali cibi peggiorano il reflusso. Ogni persona è diversa. Quello che ti fa stare male potrebbe non dare fastidio a qualcun altro. Per questo devi provare tu stesso e vedere quali cibi ti fanno venire bruciore o fastidio.
Cambiamenti consigliati da fare nell’alimentazione
Per ridurre i sintomi del reflusso, gli esperti raccomandano di concentrarsi su queste abitudini:
Perdita di peso. Se si è in sovrappeso o obesi, perdere peso è un intervento chiave. È stato dimostrato che perdere anche solo il 10% del peso può portare a una riduzione significativa dei sintomi.
Pasti Piccoli e Frequenti. È meglio consumare pasti di dimensioni ridotte e più ravvicinati durante la giornata, anziché pasti abbondanti.
Tempistiche. Evitare di sdraiarsi subito dopo aver mangiato. Si raccomanda di non consumare pasti entro le 3 ore prima di coricarsi, poiché la posizione orizzontale favorisce la risalita acida.
Riduzione dei Grassi. Una dieta ad alto contenuto di grassi è associata a un rischio maggiore di reflusso, poiché i grassi ritardano lo svuotamento gastrico e rilassano la valvola tra esofago e stomaco.
Aumento delle Fibre. Consumare alimenti ricchi di fibre, come cereali integrali, legumi, frutta e verdura, è benefico per la salute generale e può migliorare i sintomi.
30 alimenti da evitare in caso di reflusso gastroesofageo
Di seguito sono elencati gli alimenti e le categorie di cibo che, secondo gli studi, sono più spesso associati al peggioramento dei sintomi del reflusso. Sono considerati "sorvegliati speciali".
Questi cibi possono scatenare il reflusso o il bruciore per diversi motivi: irritano la mucosa dello stomaco, sono acidi di per sé o, più comunemente, rilassano la valvola che separa lo stomaco dall'esofago (chiamata sfintere esofageo inferiore).
Bevande e Stimolanti (10)
Caffè. L'alta concentrazione di caffeina può irritare il rivestimento dello stomaco e rilassare lo sfintere esofageo inferiore.
Tè Nero. Contiene caffeina.
Tè Verde. Contiene caffeina.
Yerba Mate. Contiene caffeina.
Alcolici in generale. Irritano il rivestimento dello stomaco e rilassano lo sfintere esofageo inferiore.
Birra. Rilassa lo sfintere esofageo.
Vino. Stimola la produzione di acido gastrico.
Liquori/Alcolici forti. Stimolano la produzione di acido gastrico.
Bibite Gassate (Soda). Contengono acido carbonico, che aumenta la pressione sulla valvola (LES) e acidi come l'acido citrico e fosforico che aumentano l'acidità dello stomaco.
Acqua Gassata. Può causare reflusso e bruciore per via dell'acido carbonico che aumenta la pressione sul sfintere esofageo inferiore.
Alimenti Ricchi di Grassi e Dolci (10)
Cibi Fritti. Essendo ricchi di grassi, stimolano la produzione di acidi e la chiusura incompleta del sfintere esofageo inferiore.
Bacon (Pancetta). Alto contenuto di grassi che ritarda la digestione.
Latte Intero. Alto contenuto di grassi che prolunga la digestione e aumenta la produzione di acido.
Formaggi Grassi. Formaggi come Gouda, Gorgonzola, Cheddar e Parmigiano impiegano più tempo a essere digeriti e aumentano l'acido.
Gelato. Cibo ad alto contenuto di grassi e zuccheri che rallenta la digestione e può indebolire lo sfintere.
Cioccolato. Contiene grassi che rallentano lo svuotamento, caffeina e teobromina, che rilassano il sfintere esofageo inferiore.
Avocado. Essendo ricco di grassi, richiede più tempo per essere digerito e può aumentare l'acido.
Arachidi (in grandi quantità). Sono ricche di grassi che ne rallentano la digestione.
Cocco. Alto contenuto di grassi che può peggiorare il reflusso, specialmente se consumato in grandi quantità.
Zuccheri (Carboidrati Semplici). Promuovono il rilassamento dello sfintere esofageo.
Condimenti, Ortaggi e Frutta Irritanti (10)
Peperoncini (Cibi Piccanti). Contengono capsaicina, che aumenta la produzione di acido gastrico.
Cipolle (soprattutto crude). Rilassano la valvola (sfintere esofageo inferiore) e possono irritare lo stomaco.
Aglio. Può irritare il rivestimento dello stomaco e provocare il rilassamento del sfintere esofageo inferiore.
Menta e Menta Piperita. Possono irritare il rivestimento dello stomaco e rilassare il sfintere esofageo inferiore.
Pomodori (crudi o salse). Contengono alti livelli di acido malico e acido citrico, che irritano lo stomaco. Include Salse di pomodoro e Ketchup.
Agrumi (es. Arance). Sono acidi e possono aumentare la produzione di acido.
Ananas. Frutto acido che può peggiorare il bruciore.
Frutto della Passione (Maracuja). Frutto acido.
Kiwi. Frutto acido.
Patatine Fritte (in generale). Sono ricche di grassi e ritardano lo svuotamento gastrico.
Cibi da Preferire
Mentre alcuni alimenti possono scatenare i sintomi, una dieta sana e bilanciata dovrebbe includere opzioni che sono generalmente ben tollerate e facili da digerire:
Proteine Magre. Come pollo (senza pelle), uova, pesce, tofu e tacchino.
Verdure. Broccoli, lattuga, carote, zucchine e barbabietole.
Frutta Non Acida. Banane (che sono alcaline e ricche di pectina), mele, pere, uva, mango, papaia, anguria e melone.
Cereali Integrali e Legumi. Fagioli, lenticchie, ceci, soia e farina d'avena.
Cibi Preparati in modo Semplice. Alimenti bolliti, grigliati o arrostiti tendono ad avere un basso contenuto di grassi e sono più facili da digerire.
Quando Preoccuparsi e Consultare Uno Specialista
Questi segnali non indicano necessariamente un problema grave, ma richiedono una valutazione specalistica o esami approfonditi per escludere complicanze del reflusso (come l'esofagite, l'Esofago di Barrett o l'adenocarcinoma esofageo) o altre malattie.
Ecco i principali sintomi che non dovresti ignorare
Se fai una terapia farmacologica e i sintomi non migliorano o persistono dopo un trattamento iniziale di 8 settimane i farmaci.
I sintomi ritornano rapidamente dopo aver interrotto la terapia farmacologica.
Disfagia (difficoltà a deglutire). Se senti che il cibo o i liquidi si bloccano mentre deglutisci.
Odinofagia (deglutizione dolorosa). Provare dolore durante la deglutizione.
Perdita di peso inspiegabile. Dimagrimento non intenzionale.
Sanguinamento gastrointestinale. Segni di sangue nel vomito (ematemesi) o feci scure e catramose (melena).
Anemia da carenza di ferro inspiegabile. Trovata durante gli esami del sangue, dovute da micro-perdite di sangue croniche non visibili a livello dell’esofago. Queste perdite sono causate da erosioni che si sono formate sulle pareti dell’esofago per colpa del reflusso acido che le attacca.
Vomito persistente o ricorrente. Episodi frequenti e inspiegabili.
Dolore toracico atipico. Se avverti un forte dolore al petto, è fondamentale escludere prima una causa cardiaca prima di considerare il reflusso.
Sì, quando siamo tesi sentiamo di più il bruciore. Lo stress non “crea acido”, ma rende l’esofago più sensibile. Respirazione lenta, sonno regolare e pause aiutano davvero.
Vanno bene camomilla, zenzero e finocchio: sono delicate e calmanti. La menta può rilassare la valvola tra stomaco ed esofago e peggiorare. Prova una tisana alla volta per qualche giorno e tieni quella che tolleri.
Il caffè con caffeina spesso aumenta il bruciore. L’orzo non ha caffeina ed è di solito più gentile. Se dà comunque fastidio, riduci la quantità o passa al deca.
Quelle zuccherate o alla menta possono peggiorare i sintomi. Succhiare qualcosa aumenta la saliva e dà sollievo breve, ma non cura. Se noti che scatenano bruciore, meglio evitarle.
A molte persone aiutano digestione e gonfiore. Possono ridurre bruciore e rigurgito, ma non su tutti. Provali 2–4 settimane e tieni quello che ti fa stare meglio.
La papaya è in genere ben tollerata e contiene enzimi digestivi. Qualcuno sente meno pesantezza e bruciore, altri no. Provala a piccole dosi e valuta il tuo corpo.
Di solito non peggiorano e aiutano l’infiammazione generale. Alcune capsule d’olio di pesce danno rigurgito: prendile con il pasto o cambia formato. Se danno fastidio, sospendi e chiedi alternative al medico.
È molto comune perché l’utero spinge e la valvola tiene meno. Pasti piccoli, niente sdraio dopo cena, testa del letto sollevata. Se serve, antiacidi o H2 su consiglio medico; PPI solo se indicati.
Di solito è solo patina o candida, non tumore. Il reflusso può irritare bocca e gola e lasciare sapore acido. Se non passa o compaiono altri segni, fai una visita.
Possono influenzarsi a vicenda: gola e naso irritati peggiorano il comfort. Dormire meglio e curare entrambi i problemi aiuta i sintomi. Se persistono, valuta con medico o otorino.
Non c’è un legame diretto forte nel reflusso comune. A volte, insieme all’acido, risalgono anche bile e succhi digestivi. Se assumi farmaci per il fegato, chiedi allo specialista.
Sì, il paracetamolo è di solito più delicato degli anti‑infiammatori. Usa le dosi corrette del foglio illustrativo. Se ti serve spesso, parla col medico per una strategia sicura.
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Il nostro Centro Medico a Savona
Al Centro Medico Minerva a Savona disponiamo di diversi specialisti della salute che collaborano tra loro e che possono seguire i pazienti in eventuali percorsi in ospedale.
A disposizione la strumentazione medica più performante venduta sul mercato e una sala chirurgica ambulatoriale dove possibile fare interventi di piccola chirurgia.
Multi specialisti
Non solo esperti in gastroenterologia ma altri specialisti di altre branche mediche che possono trattare il paziente a 360º
Sala chirurgica ambulatoriale
A disposizione una sala chirurgica attrezzata con dispositivi medici all’avanguardia scelti direttamente dai dottori in base alle loro abitudini e preferenze.
Facile Accesso alla Struttura
La struttura dispone di un ampio parcheggio esterno gratuito ed è completamente accessibile per persone diversamente abili. Scopri dove ci troviamo
Domande frequenti sulla visita gastroenterologica nel nostro centro a Savona
Alcune informazioni utili che spesso ci vengono chieste al telefono riguardo la visita gastroenterologica
No: questi esami vengono eseguiti in ospedale (necessitano anestesista e laboratorio per biopsie). In questa circostanza, verrete seguiti da parte del dottore in tutto il vostro percorso.
Una visita gastroenterologica completa e follow-up nel tempo
Non solo prima visita e un piano di cura, ma un vero e proprio percorso insieme al dottore con controlli periodici. La visita gastroenterologica viene fatta nel nostro centro a Savona.
Scopri dove ci troviamo
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